Chiesa di Sant'Anna




Addentrandosi nei borghi più interni di Monte San Savino, vale la pena la visita alla piccola, ma pittoresca, Chiesa di Sant’Anna.
Agostino Fortunio, nel tardo Cinquecento, ricorda come Fra’ Agostino Tinacci, poi divenuto Vescovo di Narni, nel Trecento avesse fondato la Compagnia delle Donne, intitolata alla Beata Maria sempre Vergine.
Tale compagnia, detta anche della Santissima Vergine del Manto, si trovava sotto la protezione del Vescovo di Arezzo, che si impegnava al sostentamento sia spirituale sia materiale delle giovani fanciulle e delle vedove.
Solo qualche secolo più tardi la Compagnia delle Donne si trasferì dove si trova tuttora, anche se l’oratorio in questione era diviso su due piani, dove si trovava anche la fraternita della Croce, che si occupava di opere pie.
Nel settembre del 1523, Niccolò Soggi aveva portato a termine una tavola per le Donne, forse identificabile con la Madonna del Soccorso.
L’impianto dell’edificio attuale è tardo-cinquecentesco ed è forse riconducibile ad un progetto del savinese Orazio Porta. La facciata è a capanna semplice, con un portone architravato sopra al quale si apre un ampio finestrone semicircolare; a destra si erge il campanile a vela.
L’interno è a un’unica navata, con volta a botte, fatta eccezione per la campata centrale dove invece vi è una copertura a vela.
Diverse sono le opere che possiamo ammirare all’interno: primi fra tutti, i due affreschi di Ulisse Giocchi, rappresentanti La presentazione al Tempio di Maria (a sinistra) e Lo sposalizio della Vergine (a destra). Questi, datati intorno al 1625, rappresentano forse il punto più alto e maturo della produzione del pittore, nativo savinese, a Monte San Savino.
Altra opera di pregevole importanza è il paliotto d’altare, finemente decorato con motivi floreali, con al centro un ovale contenente la Vergine del Manto (altro nome con il quale si usava chiamare la Compagnia).
Non mancano poi, ovviamente, altri soggetti, di scuola toscana, dipinti tra il XVII e il XVIII secolo.


