Annunciazione
Ulisse Giocchi, inizi del XVII secolo.

L'opera è formalmente attribuita al Giocchi, anche se personalmente propendo per una conferma di tale ipotesi.
Se si opera un confronto con le tavole conservate in San Giovanni (San Sebastiano e Santa Maddalena e San Lorenzo), si possono riscontrare dei tratti similissimi, in particolare modo con il San Sebastiano, portata a Compimento nel 1613 (dopo una consistente interruzione sul finire del '500).
Anche in questo caso, probabilmente, si tratta di un’opera della maturità. Viene posta particolare attenzione alla veste dell’arcangelo, rossa, impreziosita da una bellissima damascatura d’oro: si concretizza qui l'attenzione al particolare tipica della pittura Nord-europea.
Possiamo apprezzare lo svolazzìo delle stesse vesti, che contribuiscono a dare all'intera opera un importante sensazione di movimento e dinamicità.
L'angelo Gabriele appare come una figura quasi evanescente, immerso in una luce mistica e profondamente soffusa (bisogna tenere ben a mente che il Giocchi è il primo, a Monte San Savino, ad applicare la nuova pittura riformata).
La Vergine è fortemente espressiva, in un atteggiamento non solo timoroso e remissivo (abbassando lo sguardo), ma anche profondamente pudico (con la mano sinistra si porta il velo verso il petto).

