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    I Quadri Viventi del Borghetto

    Una festa e una tradizione ormai radicata da generazioni nella frazione del Borghetto, quello dei "Quadri Viventi" è un momento tutto da vivere. 

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    È il 1944, la Seconda Guerra Mondiale ancora imperversa, provocando morte e devastazione. La Valdichiana non rimane estranea a queste dinamiche: basti ricordare gli eccidi di Civitella e del piccolo borgo della Cornea. 

    Al Borghetto, piccola frazione di Monte San Savino (che si inserisce esattamente a metà tra le più grandi Alberoro e Montagnano), nel tratto della Cassia Vetus che si piega in una curva a "ronco" (cioè a gomito, dando il nome all'omonima tenuta), si trovava una piccola maestà, recante l'immagine sacra in terracotta della Madonna descritta nell'apocalisse di Giovanni. 

    La piccola edicola, però, fu distrutta durante le vicende del '44: miracolosamente l'immagine si salvò e, con essa, nessun abitante del luogo rimase ferito durante i bombardamenti. Da allora la devozione popolare attribuisce l'evento prodigioso alla "Madonnina" (termine utilizzato da alcuni borghettini). 

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    Nel 1945, per conservare la terracotta miracolosa, fu costruita una cappella, alla quale gli abitanti del luogo sono particolarmente legati. 

    Da oltre quarant'anni, durante la sera del secondo sabato di settembre, si svolge una manifestazione di carattere sacro per ricordare le vicende sopraccitate e per invocare la protezione della Madonna. 

    Dopo una messa all'aperto, dalla cappella parte una processione con in testa il vessillo di San Giorgio, seguito dall'immagine miracolosa portata a spalla dai devoti. 

    La festa, che in origine raccoglieva fedeli da tutto il circondario, negli anni, anche per mancanza di fondi, ha perso di importanza, fino ad essere frequentata, pressoché, dagli abitanti del Borghetto. 

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    Durante la processione, che attraversa buona parte del territorio, vengono effettuate varie tappe, dove vengono realizzati degli spettacolari "Quadri Biblici Viventi": questi non sono altro che delle rappresentazioni, curate dai borghettini, dove essi stessi sono gli attori della messa in scena. Ogni anno viene scelto un tema differente e, a seconda della zona di residenza, gli abitanti collaborano per provare a realizzare il più bel quadro. 

    I materiali utilizzati durante le rappresentazioni, ancora oggi, provengono dal mondo contadino, a testimonianza dell'importanza delle tradizioni e delle radici. Ogni quadro ha un significato ben preciso, che viene piegato nei minimi dettagli alla popolazione durante la processione. 

    Ciò che colpisce di più, insieme alla straordinarietà e alla rarità dell'evento, è come vecchie e nuove generazioni lavorino insieme assiduamente, per dare quanta più dignità possibile all'evento.

     

    Quella del Borghetto, probabilmente, rimane oggi l'unica testimonianza di una devozione popolare che ha mantenuto i propri caratteri originali, evitando le contaminazioni tipiche del mondo moderno. 

    Quella che viene a crearsi è un'atmosfera magica, quasi sospesa, che riesce a condizionare anche i più "duri"; l'aria che si respira ci riporta indietro, per così dire, di quarant'anni: un dolce tuffo nel passato, che vale la pena vivere almeno una volta.  

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