La Sagra del Cocomero
Ogni anno, durante la fine del mese di luglio, si tiene presso Alberoro la Sagra del Cocomero, durante la quale, oltre alle succulente angurie, si può degustare dell'ottima cucina chianina.

Si avvicina la fine di luglio e, con essa, si rinnova l’appuntamento, dopo lo stop dovuto alla pandemia, della Sagra del Cocomero ad Alberoro; questa, come molte altre, trae la propria origine dalle feste di campagna che si tenevano sul finire dell’estate per festeggiare la ricorrenza della Madonna del Rosario.
Tra le prime ricorrenze organizzata in senso moderno ricordiamo l’Alberino d’Oro: un concorso canoro che ebeb discreta fortuna, almeno fino al 1996. Questa manifestazione aveva luogo all’interno di una tensostruttura, affittata di volta in volta e con costi decisamente elevati.
Per questa ragione, cittadini e volontari, decisero di mettersi all’opera per creare un qualcosa di nuovo, più vicino alla popolazione e alla tradizione popolare: operazione che, effettivamente, si allineò con altre zone del circondario.
La scelta, dunque, ricadde sull’organizzazione di una Sagra, dedicata, in particolare modo al cocomero gigante di Fontarronco: prodotto tipico e peculiare non solo della Valdichiana, ma in particolar modo del territorio alberorese; il terreno sabbioso di origine alluvionale bn si presta alla coltivazione di questo delizioso alimento, a cui veniva sempre dedicata una porzione nell’orto di ogni famiglia.
La festa fu così organizzata nel mese di luglio: la prima edizione risale al 1994.
La popolarità della Sagra si gioca soprattutto sulla tradizione e sulla familiarità del luogo: durante la manifestazione, oltre alla degustazione di un’ottima anguria, che è d’obbligo, si possono apprezzare tantissimi altri prodotti tipici; dalla bistecca, alla pizza cotta al forno al legna, dai divini “costolicci”, alle succose salsicce toscane.
Non solo cucina Toscana, ma anche tanto divertimento ed intrattenimento: negli anni ad Alberoro, in questa occasione, si sono esibiti grandi artisti del passato e del presente come i Dik Dik, Edoardo Vianello, i Righeira, Tony Dallara, Jimmy Fontana, Alberto Camerini e tantissimi altri.
La Sagra del Cocomero, con il passare del tempo, ha accresciuto la propria fama, uscendo dai confini comunali e approdando, almeno, in tutta la provincia. Con i proventi della festa è stata acquistata una nuova cucina e sono state apportate delle migliorie al giardino adiacente all’Oratorio della Chiesa di San Marco dove ancora oggi, come in origine, si tiene la manifestazione.
L’evaporazione delle angurie
Uno tra i più noti scrittori del XX secolo, Pierino Angelo Carmelo Chiara, noto maggiormente come Piero Chiara, è stato l’autore di un testo che, nel tempo, ha avuto grandissima fortuna: “L’evaporazione delle angurie”.
Per la sua prelibatezza, infatti, la cucurbitacea, almeno nel passato, era lo spuntino prediletto di molti giovani ragazzi: probabilmente, non esiste contadino che non si sia visto sparire o portare via un cocomero dal proprio orto. E no, non erano sufficienti turni di guardia incessanti: in molti casi, la furbizia dei “ladruncoli” vinceva su tutto.
Travestirsi d fantasmi, strisciare come lumache negli orti, uscire di notte, distrarre il contadino: questi sono solo alcuni dei trucchetti utilizzati che, spesso e volentieri, costavano molto al povero produttore.
Infatti, per quanto semplice sia, il cocomero nel passato era considerato come vero e proprio oro verde (e rosso a dirla tutta): durante la calura estiva, nei mercati venivano vendute spesse fette di anguria, quasi sempre conservate su ghiaccio, ed era veramente difficile resistere al fascino di quel rosso succulento.
Chi, passando davanti al banco del cocomeraio, non desiderava “affondare voluttuosamente la propria bocca” in una fetta “fresca e granulosa”?
In realtà, diciamoci la verità: è il nostro stesso sogno quando, al supermercato, ci troviamo di fronte a quelle enormi piramidi verdi di deliziosi cocomeri.

