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    La cotta di Frate Puzzo

    In Novella XII, Le Porretane. Giovanni Sabadino degli Arienti.

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    Bibliografia: Monte San Savino, un borgo toscano della Valdichiana.

    Matteo Aguzzi, Giulietti Renato.

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    San Valentino, la festa degli innamorati. Tutti a festeggiare i propri successi amorosi, ma nessuno, tu guarda, che parla di storie d’amore finite male.

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    Nessuna preoccupazione, sono qui proprio per raccontare una storia. Una storia vecchia quasi sei secoli, ma che ancor oggi riesce a far sorridere più o meno tutti.

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    “Certi gioveni da Arezio menano uno suo compagno in abito feminile a Monte San Savino a danzare, e il priore de’frati de sancto Augustino se inamora; dove remane vituperato.”

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    Madame e Messeri, ci catapultiamo nella prima metà del 1400. Ci troviamo a Monte San Savino, nella pittoresca piazza di Monte. Il portale gotico della pretura sovrasta l’intero sagrato, dove, nell’agosto, si celebrava la ricorrenza dell’Assunta.

    Per onorare tale evento si teneva una corsa di cavalli, tradizione oggi perduta.

    Da Arezzo, per la fine dei giochi e per il conseguente inizio dei festeggiamenti, giunse una brigata di giovani aretini: tra questi si distingue Ser Francesco, travestito da nobildonna fiorentina.

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    Dato il suo travestimento, i suoi tratti gentili e la voce femminile, il nostro messere attirò immediatamente l’attenzione degli uomini in piazza; tra questi spicca Frate Puzzo, priore del convento di Sant’Agostino.

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    La brigata, accortasi di tali attenzioni, si trattenne in paese per la notte, mandando Ser Francesco, sempre travestito, a colazione con il rettore la mattina seguente.

    Da subito il prelato iniziò a sedurre la “nobildonna fiorentina”, non curandosi di cadere nella lussuria; lei tentò di respingerlo, ma lui ormai era intenzionato a “coglierne la rosa”.

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    Ser Francesco ,allora, in preda alla disperazione, rivelò l’inganno. Il frate, però, non demorse e, anzi, affermò: “ti apprezzo tanto come uomo che come donna!”.

    A questo punto, la brigata fu costretta ad intervenire, esponendo Frate Puzzo alla pubblica piazza, determinando la sua cacciata dal convento.

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